Manca sempre una sedia alla felicità e la camera è troppo grande (oppure è la mano improvvisamente avida a brancolare nella luce) e non cambiano niente i nostri sotterfugi, è come aggiungere una pianta nell’angolo morto, un tovagliolo sotto il vaso – i fiori freschi hanno tra le pieghe qualcosa di troppo vivo: un’aria di rimprovero, di dolorosa sfida a rendere finti i nostri minimi sforzi. Anche fuori dobbiamo trottare più a lungo l’uno all’altro saldati, perché s’attenui, con le nostre ombre sull’asfalto, il rumore dei pezzi persi per sempre. Guy Moffette
(ombre sull'asfalto ...)
RispondiEliminaManca sempre una sedia alla felicità
e la camera è troppo grande (oppure è la mano
improvvisamente avida a brancolare nella luce)
e non cambiano niente i nostri sotterfugi,
è come aggiungere una pianta nell’angolo morto,
un tovagliolo sotto il vaso – i fiori freschi
hanno tra le pieghe qualcosa di troppo vivo:
un’aria di rimprovero, di dolorosa sfida
a rendere finti i nostri minimi sforzi.
Anche fuori dobbiamo trottare più a lungo
l’uno all’altro saldati, perché s’attenui,
con le nostre ombre sull’asfalto,
il rumore dei pezzi persi per sempre.
Guy Moffette